Il Fondo Monetario Internazionale vuole abolire il regime forfettario.
Di seguito il podcast dell’intervista all’Avv. Nicola Ricciardi:
https://giornaleradio.fm/puntate/next-economy-di-giovedi-12-giugno-2025/
Il Fondo Monetario Internazionale vuole abolire il regime forfettario.
Di seguito il podcast dell’intervista all’Avv. Nicola Ricciardi:
https://giornaleradio.fm/puntate/next-economy-di-giovedi-12-giugno-2025/
La rottamazione quinquies 2026 amplia il proprio raggio d’azione e coinvolge anche i debiti relativi ai tributi locali e alle entrate degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Rientrano quindi nella definizione agevolata le cartelle relative a IMU, TARI, bollo auto regionale e sanzioni amministrative, comprese le multe stradali, purché la riscossione sia stata demandata all’AdER.
L’estensione è contenuta nella legge di conversione del DL Fiscale n. 38/2026, che introduce un nuovo quadro operativo per comuni e regioni, chiamati a decidere se aderire o meno alla sanatoria. (altro…)
L’Irpef continua a gravare soprattutto sui redditi medi e, in misura sempre più marcata, su lavoratori dipendenti e pensionati. È quanto emerge dal Rapporto 2019 elaborato da Lef – Associazione per la legalità e l’equità fiscale – sulla base delle statistiche fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze relative al periodo 2003-2017. Un’analisi che evidenzia non solo le distorsioni del sistema tributario italiano, ma anche la crescente necessità di un’assistenza tecnica qualificata da parte di un avvocato tributarista, figura oggi centrale nella tutela del contribuente e nell’interpretazione di una normativa sempre più complessa.
L’imposta sul reddito delle persone fisiche interessa circa 40 milioni di contribuenti e garantisce allo Stato un gettito di 158 miliardi di euro. Tuttavia, il carico fiscale non appare distribuito in modo uniforme. I contribuenti con redditi compresi tra 35mila e 50mila euro risultano infatti tra i più penalizzati, con un’aliquota media pari al 24,04%. Paradossalmente, sotto il profilo dell’equità fiscale, i redditi superiori ai 50mila euro beneficiano di un’incidenza media relativamente più favorevole. (altro…)

Fisco, quali sono le scadenze del 30 aprile?
Di seguito il podcast dell’intervista all’Avv. Nicola Ricciardi:
https://giornaleradio.fm/puntate/next-economy-di-giovedi-11-settembre-2025/
A che punto è la riforma fiscale? Dopo il via libera preliminare a nuovi decreti, si può fare il punto sui tempi e sugli sviluppi della revisione del sistema tributario.
La riforma, presentata dal Governo nel 2023 e partita concretamente nel 2024, punta a rendere il sistema fiscale italiano più semplice e meno pesante, sia per i cittadini sia per le imprese. Tra gli obiettivi c’è anche quello di favorire gli investimenti e, di conseguenza, nuove opportunità di lavoro.
Uno degli interventi principali riguarda l’Irpef, cioè l’imposta sui redditi delle persone fisiche: negli ultimi mesi sono già stati introdotti alcuni tagli con l’idea di rendere il sistema più equo.
Con la legge n. 120 dell’8 agosto 2025 sono stati però rivisti i tempi della riforma. In origine, i decreti necessari per completarla dovevano essere approvati entro il 29 agosto 2025, ma la scadenza è stata spostata al 29 agosto 2026. Anche il termine per eventuali correzioni è stato rinviato di un anno, passando al 29 agosto 2028. (altro…)
La Legge di Bilancio 2026 introduce la facoltà di estendere la definizione agevolata anche alle entrate degli enti locali, permettendo l’estinzione dei debiti relativi ai tributi comunali senza applicazione di sanzioni e interessi, secondo un meccanismo simile a quello già previsto nelle precedenti rottamazioni.
La finalità dell’intervento è quella di mettere a disposizione uno strumento di regolarizzazione anche per le posizioni debitorie nei confronti di Comuni ed enti territoriali, spesso riferite ad annualità pregresse di IMU, TARI o ad altre entrate, sia tributarie sia patrimoniali.
Diversamente da quanto avviene per le rottamazioni gestite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la disciplina non trova applicazione uniforme sull’intero territorio nazionale.
Da sottolineare che la rottamazione dei tributi locali non opera automaticamente; in mancanza di una specifica decisione dell’ente, il contribuente non può accedervi. (altro…)
La legge n. 199/2025, legge di Stabilità per il 2026, introduce una novità di rilievo nel panorama dei tributi locali, prevedendo la possibilità per gli enti territoriali di disciplinare in via autonoma forme di definizione agevolata delle proprie entrate. Si tratta di un intervento che segna un’evoluzione significativa degli strumenti a disposizione dei Comuni, configurando un meccanismo destinato a incidere sia sulla gestione della riscossione sia sulle posizioni debitorie dei contribuenti.
La definizione agevolata consente infatti di regolarizzare obblighi tributari in tutto o in parte non adempiuti, con la possibilità di beneficiare della riduzione o dell’esclusione di sanzioni e interessi. L’ambito applicativo è piuttosto ampio, poiché la misura può operare non solo in assenza di attività accertativa, ma anche in presenza di accertamenti già avviati o di contenziosi pendenti dinanzi al giudice tributario, purché non ancora definiti con sentenza passata in giudicato. Rimangono tuttavia escluse le posizioni già affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la fase coattiva, circostanza che limita in parte la portata dell’istituto e ne avvicina la natura a quella di una forma evoluta di regolarizzazione spontanea gestita direttamente dall’ente locale. (altro…)
La riduzione della base imponibile IMU per i fabbricati inagibili o inabitabili non scatta automaticamente. Serve infatti un’attivazione del contribuente, anche quando il Comune sia già a conoscenza – magari in modo occasionale – delle condizioni dell’immobile.
A chiarirlo è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 5832/2026, intervenuta su un caso in cui il contribuente rivendicava il diritto alla riduzione prevista dall’articolo 13, comma 3, del Dl 201/2011, senza aver però presentato la dichiarazione richiesta.
La norma – oggi sostanzialmente riprodotta nella legge 160/2019 – consente di ridurre del 50% la base imponibile IMU per gli immobili inagibili o inabitabili e non utilizzati, ma solo per il periodo in cui tali condizioni sussistono. Tuttavia, il riconoscimento del beneficio è subordinato a un passaggio formale: lo stato dell’immobile deve essere accertato da un tecnico comunale oppure attestato tramite una dichiarazione sostitutiva basata su perizia di un tecnico abilitato. (altro…)
La legge di stabilità 2026 (legge n. 199/2025, art. 1, commi 102-110) introduce, nell’ambito dei tributi locali, una significativa apertura alla regolamentazione di strumenti di definizione agevolata. Si tratta di un intervento che amplia sensibilmente l’autonomia di Regioni ed enti locali nella gestione dei propri crediti tributari.
In particolare, il comma 102 riconosce agli enti territoriali la facoltà di disciplinare, mediante regolamento, la chiusura delle posizioni debitorie attraverso la riduzione, totale o parziale, di sanzioni e interessi. Tale potere deve tuttavia essere esercitato nel rispetto dei principi costituzionali (artt. 23, 53 e 119 Cost.), dei criteri generali dell’ordinamento tributario e, soprattutto, degli equilibri di bilancio, con specifico riferimento ai crediti di difficile esigibilità. (altro…)