Lo Studio Legale Tributario Ricciardi è specializzato nelle procedure di voluntary disclosure sia internazionale che nazionale, e assicura la possibilità di regolarizzare gli investimenti e le attività detenute fuori dai confini italiani in tutta sicurezza, sia sul piano tributario che penale.

Lo studio legale tutela i propri clienti nell’attività di emersione dei contanti detenuti in Italia e nella fruizione degli incentivi connessi ai visti di ingresso e di soggiorno in Italia per i residenti esteri. Assiste i propri clienti nelle ipotesi di sanatoria sul contante, oltre frontiera o nelle cassette di sicurezza, che rientra “scudato” in Italia.

Tutela i propri assistiti anche nelle procedure di “scudo fiscale”, con particolare riferimento al mancato riconoscimento delle stesse da parte degli organi preposti, alle cause di non punibilità, ai reati presupposto del trasferimento all’estero del denaro non dichiarato.

In forza di accordi internazionali (con l’introduzione nel 2010 della normativa FATCA – Foreign Account Tax Compliance Act) le amministrazioni finanziarie degli stati aderenti ottengono informazioni dalle istituzioni finanziarie ivi stabilite in ordine ai conti detenuti da persone fisiche e società (compresi i trust e fondazioni), con la conseguenza che l’Agenzia delle Entrate italiana viene automaticamente a conoscenza dell’esistenza dei rapporti finanziari intrattenuti all’estero ma intestati a soggetti che abbiano la residenza (amministrativa o fiscale) in Italia.

Le istituzioni finanziarie su cui ricade l’obbligo di segnalazione sono le banche, gli intermediari finanziari, i brokers, le compagnie di assicurazione e gli organismi di investimento collettivo. Le informazioni finanziarie da segnalare comprendono tutti i tipi di redditi da capitale, quindi gli interessi, i dividendi, i redditi derivanti da alcuni contratti assicurativi, nonché i redditi derivanti dalle attività finanziarie o dalla loro vendita.

A seguito delle informazioni così ottenute, il fisco italiano può notificare avvisi di accertamento a carico dei contribuenti che non hanno regolarizzato i propri capitali esteri, con retroattività anche di dieci anni. Infine, dal 1° gennaio 2015 chi utilizza somme illegalmente detenute all’estero può essere sottoposto a procedimento penale per il reato di autoriciclaggio, punito con la reclusione fino ad otto anni.

Lo studio offre inoltre assistenza alle società commerciali e ai soggetti che ne hanno la gestione, anche con riferimento all’applicazione delle misure di prevenzione, con specifico riferimento alla sussistenza dei presupposti oggettivi della cosiddetta pericolosità sociale generica, ai sensi dell’art. 1, D. lgs. 6 settembre 2011, n. 159, c.d. codice antimafia, in relazione alle condotte dell’evasore fiscale “seriale”.