Per la Corte di Cassazione, infatti, queste delibere non hanno natura imperativa, ma svolgono una funzione analoga a quella dei cosiddetti studi di settore, quindi costituiscono delle presunzioni, equiparabili ai bollettini di quotazioni di mercato o ai notiziari ISTAT, nei quali è possibile reperire dati medi presuntivamente esatti.
A questo orientamento, la Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 11644/2019, ha ritenuto di uniformarsi nel caso di un ricorso proposto dal Comune di ZEVO (VR) avverso la sentenza CTR di Venezia che aveva accolto l’appello del contribuente relativo a cinque avvisi di accertamento ICI per gli anni compresi tra il 2007 e il 2009, nei quali il Comune aveva accertato il maggior valore […].
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